Il fuoco di Sant’Antonio a Tossicia (TE)

fuoco di Sant'Antonio TossiciaIl 23 gennaio 2016, intorno alle ore 19.30, decido insieme ad un’amica di “salire” a Tossicia per assistere all’accensione del fuoco di Sant’Antonio. Tossicia è un paese in provincia di Teramo e si trova a 409 m s.l.m. Ecco perché “salire”: rispetto alla mia posizione devo percorrere qualche curva per raggiungere il borgo nel territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Si sa, in Abruzzo le celebrazioni dedicate a Sant’Antonio Abate sono molto sentite e il 17 gennaio, o in giorni vicini, viene festeggiato il santo protettore del bestiame e vengono accesi dei fuochi in suo onore.

A Tossicia, quest’anno il fuoco di Sant’Antonio viene acceso il 23 gennaio: la partecipazione dei paesani è sempre altissima e grande è la curiosità di chi proviene da paesi limitrofi. Qui il rito è grandioso: una maestosa catasta di legna preparata ad arte e con maestria si tramuta in fuoco con fiamme che sembrano toccare il cielo.

accensione fuoco di Sant'Antonio TossiciaAttualmente è l’Associazione Culturale Toxicum di Tossicia che organizza e diffonde la memoria di questa tradizione.

Il rito si svolge nella piazza antistante la Chiesa di Sant’Antonio Abate: la figura in pietra di Sant’Antonio, collocata sul portale della chiesa, assiste, benedice e protegge l’intera comunità.

La catasta di legna è altissima: sono trochi di varie misure che vengono sapientemente intrecciati fino a formare una piramide. Dalla base di questa, formata da tronchi di grandi dimensioni, si prosegue nella costruzione verso l’alto utilizzando tronchi via via più piccoli nella circonferenza e nella lunghezza. Questo è un lavoro meticoloso che dura intere giornate .

Il grande falò viene acceso durante la serata dedicata al rito arcaico, dopo la benedizione  del parroco dalle scale della chiesa.

Le fiamme catalizzano l’attenzione di tutti gli astanti che dalle scale della chiesa, dai balconi delle case, dal perimetro più esterno della piazza, osservano la catasta bruciare. Si crea una vera e propria festa con canti, balli, vino, cibi e divertimento alla luce e al calore del grande fuoco di Sant’Antonio.

fuochi di tossicia

Pian piano, la legna più in alto inizia a consumarsi e a cadere nella parte più interna della catasta che brucia fino a tarda notte riscaldando la fredda notte d’inverno e le anime dei paesani. Vi consiglio vivamente di assistere a questo evento il prossimo anno!

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Marina De Carolis

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